Il corpo tempio dell’Anima

Il corpo tempio dell’Anima

Nel corso degli ultimi decenni il Corpo è entrato gradualmente ma sempre più incisivamente nello studio di psicologi e psicoterapeuti.
Con l’evolversi della vita sociale, dopo la prima guerra mondiale, alcuni psicanalisti cominciano a guardare al “corpo in terapia”, considerandolo un elemento troppo importante per poterlo ignorare ancora.

Il corpo comunica attraverso codici che rientrano nella comunicazione non verbale. Il corpo è lo strumento che la nostra psiche usa per esprimersi, per farsi ascoltare; è il filtro attraverso cui si manifesta e si evidenzia l’Io che pensa, l’Io che vive, l’Io che percepisce, ma anche l’Anima e il suo progetto evolutivo.

Quando chiudiamo la porta alle nostre emozioni chiudiamo la porta anche alle correnti vitali che caricano di energia, attivandoli, i nostri pensieri e le nostre azioni, bloccando la funzionalità dei Chakra.

Prendere in considerazione il corpo significa scoprire un “sistema di comunicazione in codice” che permette di rilevare i messaggi che vengono inviati dalla psiche attraverso il corpo, perché la mente possa prendere in considerazione i traumi psichici rimossi dalla memoria ma sempre impressi nel corpo, nel volto, nella pelle, nella struttura e nella postura dell’essere umano.

 

Quando il corpo parla, la Bioenergetica risponde e la Core Energetica risolve.

A partire dagli anni 40 Alexander Lowen, il padre della Bioenergetica e John Pierrakos (medici psichiatri) studiarono la correlazione fra corpo ed emozioni e le conseguenze di certe specifiche emozioni vissute sin dalla primissima infanzia sulla formazione del corpo.
Entrambi, ex allievi di W. Reich, elaborano negli anni ’50 un proprio modello teorico e pratico che connette il corpo con le emozioni vissute, descrivendone le caratteristiche principali.
Fondano a questo scopo nel 1956 l’institute for Bioenergetic Analysis, coniando II nuovo termine Analisi Bioenergetica che diventerà in seguito l’icona della psicoterapia corporea.

Lavorando reciprocamente sulle proprie emozioni attraverso il coinvolgimento del proprio corpo e poi sui propri pazienti, i due psichiatri studiarono le dinamiche connesse al binomio mente-corpo, scoprendo che i blocchi muscolari, causati da blocchi emotivi, impediscono il libero fluire dell’energia psico-fisica. Strutturarono così esercizi corporei atti a movimentare l’energia emotiva che era stata bloccata sin dalla vita prenatale a causa di esperienze dolorose che definirono “ferite psicologiche”.

 

Scoprirono anche che la struttura corporea di ogni soggetto è dovuta sì a fattori genetici ma anche alle emozioni vissute nei primi tre-cinque anni della propria vita, compresa la vita prenatale: riuscirono così a codificare ben cinque Strutture Caratteriali riconoscibili dalla forma del corpo: schizoide, orale, masochista, psicopatica, rigida, ognuna rivelatrice di profonde cicatrici psicologiche.

 

In seguito John Pierrakos, staccatosi dalla Bioenergetica, perché aveva abbracciato la dimensione transpersonale dell’essere umano connessa con la dimensione energetica e spirituale, elaborò altri metodi di intervento atti a sbloccare le emozioni represse e rimosse, come la pressione delle mani su determinati distretti corporei (metodo aborrito dalla psicoanalisi), la scarica energetica della rabbia attraverso il cubo e la racchetta, lo sblocco della kundalini e dei chakra grazie al rullo, e così via, dando vita alla “Core Energetica”.

 

In seguito alla sua formazione in Analisi Bioenergetica e in Core Energetica (attuata quest’ultima col fondatore J. Pierrakos) post-laurea, la dott.ssa Monica Introna si avvicina alle discipline orientali, scoprendo nel Reiki un approccio energetico che concorre, all’interno della psicoterapia corporea, a risolvere i problemi psichici dei suoi pazienti.

Il Reiki è definito un “metodo di guarigione naturale grazie all’utilizzo dell’Energia Vitale Universale” che si manifesta nella funzionalità dei Sette Chakra e nella visione spirituale della vita.

Nel corso dei suoi studi  la dott.ssa Introna scopre che la qualità dei Sette Chakra non è solo energetica come stabiliscono le discipline orientali, ma anche psicologica, per cui afferma che “per ogni Chakra si possono riconoscere aspetti energetici e psicologici sui quali si può poi intervenire in modo molto più diretto ed efficace che in qualsiasi altra modalità terapeutica”.
Nei decenni di professione tuttavia riflette sulla teoria di base delle Cinque Strutture Caratteriali, ridefinendole in termini meno psichiatrici e più psicodinamici, apportandone delle originali modifiche, teoriche e applicative.
Unificando le concezioni della Psicologia Analitica Junghiana, dell’Analisi Bioenergetica, della Core Energetica con le sue intuizioni e applicazioni innovative della “sua” psicoterapia, giunge a strutturare un nuovo modo di aiutare le anime che si rivolgono a lei per risolvere problemi non solo psicologici ma connessi con l’evoluzione dell’anima, denominandolo “Psico Energetica®

 

…IL FUTURO CHE RINCORRE IL PASSATO

 

A questo punto della sua carriera, ormai quarantennale, desidera passare il testimone delle sue intuizioni e applicazioni ai colleghi che si riconoscono nella Psico Energetica.

 

Di tutto questo e molto altro ancora, parleremo durante l’incontro di presentazione del Corso Biennale di Formazione in Psico Energetica® 

 

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